assegno: prima parte


L’assegno è una delle forma di pagamento più utilizzato al posto del denaro, o almeno lo era sino a che bancomat e carte di credito non sono entrate prepotentemente nelle nostre tasche.
Ma cosa sono gli assegni? Sono dei ordini di pagamento per mezzo dei quali il titolare che lo ha compilato ordina al proprio istituto di credito di consegnare la somma indicata al beneficiario, ossia alla persona che lo pone all’incasso. Per emettere gli assegni è necessario essere titolare di un conto corrente, avanzare richiesta di emissione del libretto all’istituto, sottoscrivere la convenzione di assegno per essere autorizzati all’emissione, avere fondi sufficienti depositati sul conto almeno di importo pari a quello dell’assegno (l’emissione di assegni privi di fondi è un illecito ammnistrativo) ed aver depositato la propria firma presso l’istituto. Questa firma sarà utilizzata come metro di paragone con quelle apposte sugli assegni che verranno posti all’incasso. Questa firma, detta anche specimen può essere consultata telematicamente ed in tempo reale dagli operatori di sportello al fine di verificarne la corrispondenza. Anche per questo motivo è necessario apporre sui titoli firme sempre uguali. Gli assegni vengono consegnati dalla banca in libretti, o blocchetti, composti da una copertina, nella quale sono indicati i dati identificativi del conto corrente oltre al numero identificativo di ogni titolo inserito nel libretto. Ogni assegno poi è costituito da una parte madre ed una figlia, e sono tutti numerati. La parte madre è un talloncino collegato al libretto, sul quale si riportano data di emissione, importo e beneficiario, la parte figlia è invece è l’ordine di pagamento vero e proprio. Affinchè il titolo si valido è necessario che siano inseriti dei dati specifici, ma questo lo vediamo in quest’altro articolo l’assegno seconda parte

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